Gino Pellegrini, grande artista e scenografo - Biblioteca De Amicis

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Gino Pellegrini, grande artista e scenografo

Orizzonti. Vita e opere dell'artista e scenografo Gino Pellegrini. Presentazione di un libro e una mostra

Sabato 10 novembre ore 10.30 sala polivalente della biblioteca
Piazza Giovanni XXIII- Anzola Dell’Emilia
Presentazione del libro “L’ultima piazzetta” - Maglio Editore.

Interverranno: l’Assessore alla Cultura Danilo Zacchiroli, il Vicesindaco Loris Marchesini, Gabriele Castagna e Osvalda Clorari Pellegrini, Mariagrazia Esposito, Maglio editore.

Alla presentazione seguirà l’inaugurazione e la visita di Orizzonti, mostra tematica di opere di Gino Pellegrini, un’esposizione che si articolerà in tutti i quattro piani della biblioteca.

 

Sabato 10 novembre alle 10.30 nella sala polivalente della biblioteca (Piazza Giovanni XXIII-Anzola Dell’Emilia) verrà presentato “L’ultima piazzetta” - Maglio Editore. Il libro documenta con foto a colori scattate per la maggior parte dal noto fotografo Luciano Bovina l’ultimo ciclo pittorico realizzato da Gino Pellegrini in Piazzetta Betlemme a San Giovanni in Persiceto nel 2004. Ultimo perché preceduto da tre diverse edizioni pittoriche a trompe l’oeil - tecnica in cui Gino era maestro - a partire dal 1982 quando l’autore reinventa uno spazio urbano minore del paese mettendo in scena quello che lo scrittore Maurizio Garuti, autore della presentazione, definisce”il più grande carro allegorico che Persiceto abbia mai avuto”. Nella sala, dove si distingue la parete di fondo dipinta e allestita dall'artista stesso con tessiture. eseguite per Anzola nel 2001, verranno proiettati video su suoi lavori, in particolare l’intervista del 2011 fatta da Ravenna Cinema.

Interverranno: l’Assessore alla Cultura Danilo Zacchiroli, il Vicesindaco Loris Marchesini, Gabriele Castagna e Osvalda Clorari Pellegrini.

 

La presentazione sarà occasione per ricordare gli interventi pittorici realizzati da Gino ad Anzola,che riguardano la Biblioteca, la Sala consiliare, le scuole medie, il Centro sociale Ca’Rossa, il Centro Amarcord di Castelletto, in un percorso virtuoso. Opere pubblicate nel volume "Gino Pellegrini" che documenta in modo esauriente le diverse fasi del sorprendente lavoro di un autore che ha attraversato con la sua opera tutto il secondo novecento fino al 2014; con un toccante testo di Eugenio Riccomini.

Alla presentazione seguirà l’inaugurazione e la visita di un’esposizione che si articolerà in tutti i quattro piani della biblioteca.

Orizzonti, mostra tematica di opere di Gino, ci rappresenta un viaggio tra le sue visioni naturalistiche, cieli, prati, mari, terre, foglie, accompagnati da foto d’autore che mostrano panoramiche e dettagli di lavori pittorici a cielo aperto in luoghi pubblici del territorio ed anche in spazi privati.

I dipinti, prevalentemente ad acquarello sono riflessioni sulle infinite variazioni dell’azzurro ricreando cieli e mari e danno l’impressione di un continuo sconfinamento, di sfondamento dello spazio. I cieli, definiti Liquid Skies in un suggestivo testo di Rosalba Pajano vanno da piccoli formati fino alle maggiori dimensioni. Alcuni presentano immagini arboree in primo piano, altri sono puramente astratti. Nei mari invece vediamo cromatismi più intensi in un riferimento esplicito al tema del naufragio e ad un mare inteso come l’incognito che ci portiamo dentro.

 

La mostra sarà visitabile nei mesi di novembre e dicembre 2018 negli orari di apertura della biblioteca (dal martedì al venerdì dalle 9 alle 19, il sabato dalle nove alle 12.30)

 

Gino Pellegrini - note biografiche

Nato a Lugo di Vicenza nel 1941, già negli anni cinquanta, all'età di 16 anni, Pellegrini parte come emigrante per gli Stati Uniti, seguendo una tradizione familiare. A Los Angeles frequenta la facoltà di Architettura all'UCLA – University del Sud California e consegue il Master Degree in Fines Arts alla Los Angeles Art Center School. Dopo un periodo di lavoro in pubblicità, dipingendo specialmente immensi billboard in esterni per la Pacific Outdoors Advertising e impegnandosi anche in campo artistico con mostre nel movimento Pop Californiano, entra giovanissimo nell'industria del cinema dove percorre tutti i gradi della carriera scenografica per le maggiori case di produzione hollywoodiane. Tra i film più importanti a cui lavora si ricordano in ordine sparso: "2001 Odissea nello Spazio" di Stanley Kubrick (in cui realizzò le modifiche alle nuvole del modellino della Terra per le scene nello spazio, fondali e dettagli nelle scene della Terra primordiale e la camera bianca del finale. Lavora anche in musical quali "West side story", "Funny Girl", "Hello Dolly", "Mary Poppins" e in importanti show a Las Vegas. Ricordiamo altri film come "Indovina chi viene a cena?", "Gli uccelli" di Alfred Hitchcock, "Gli ammutinati" del Bounty, "L'uomo venuto dal Kremlino", "Viaggio allucinante", "Il pianeta delle scimmie", "La spada nella roccia" (come cromatista), nonché alcune note serie tra cui "Bonanza" e "Star Trek" .

Dopo quel periodo di intensa attività di 15 anni in California, torna in Italia nel 1972 dove continua a lavorare nel campo della scenografia, cinematografica e documentaristica, stabilendosi dal 1974 nel bolognese, dove continua con maggiore intensità una ricerca artistica mai interrotta fin da giovanissimo. Sperimentatore curioso e versatile, si è cimentato, nel corso degli anni in numerose tecniche pittoriche, espresse sia su spazi immensi, come pubbliche piazze ed edifici, sia su piccole dimensioni. La sua formazione di scenografo, saldamente radicata nella cultura artigianale delle mani, sempre pronta ad inventare nuove semplici e sorprendenti soluzioni, lo ha portato a sperimentare anche altre pratiche artistiche in cui ha alternativamente accostato pittura, tessitura, reinvenzione di spazi.

Nella sua casa – officina sulle colline fra Savigno e Monte San Pietro, dove ha trascorso l’ultimo quindicennio, e dove ora si continua a diffonderne l’opera troviamo, accanto ai pennelli, e ad ogni tipo di strumenti per dipingere, pialle, trapani, incudine, foglie, rami, sassi, fili di ferro, filati diversi, ruderi di finestre e di legname... ogni sorta di attrezzo o materiale che lui usava con la stessa sensibilità con cui usava i colori dando vita alle straordinarie tessiture e ai numerosi assemblage.

La sua necessità di esprimersi è sfociata negli ultimi anni anche in performance dal vivo dove pittura, creazione, musica e tensione poetica confluivano armoniosamente in un tutt'uno.

Veri spettacoli in cui il pubblico assisteva il realizzarsi di grandi dipinti in tempo reale. L’ultimo a Savigno nel 2014.

Sul territorio della nostra regione restano notevoli testimonianze di scenografia pittorica. A Dozza, a Bologna, a Castel di Casio, a Savigno, a Conselice nel ravennate, a Sant’Agata Bolognese, ad Anzola e, naturalmente, a San Giovanni in Persiceto dove la "Piazzetta Betlemme" si distingue per la singolarità della sua storia.

 

Nel mese di novembre sarà organizzata una visita guidata alla "Piazzetta degli inganni" a cura di Osvalda Clorari Pellegrini